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L’indagine di GammaDonna e wamo fotografa le barriere culturali che frenano le founder, in particolare nel mondo tech e startup, e apre un dibattito urgente sulla sostenibilità dei modelli di business attuali.
Il mondo dell’impresa e delle startup ha vissuto trasformazioni profonde negli ultimi anni, eppure i dati macroeconomici faticano a stare al passo con i reali mutamenti del mercato. Da qui nasce l’indagine di Associazione GammaDonna e wamo, con l’obiettivo di mappare le principali sfide finanziarie e di crescita affrontate dalle donne nel mondo del business.
I risultati, elaborati su un campione nazionale di 223 imprenditrici, mettono in luce un paradosso tutto italiano: a fronte di un’alta confidenza nella gestione finanziaria, le donne si trovano ancora a operare in un ecosistema che troppo spesso ne mette alla prova autorevolezza e credibilità.
Se il divario di genere colpisce in modo trasversale, il mondo dell’innovazione digitale e delle startup si rivela, inaspettatamente, il meno inclusivo.
Dall’indagine emerge chiaramente che le preoccupazioni principali delle imprenditrici non riguardano la propria capacità di gestione economica (il 79% si dichiara sicura in ambito finanziario), bensì nodi strutturali e quotidiani:
A fronte di queste sfide, però, emerge una notevole resilienza. Nonostante il peso dei pregiudizi e la difficoltà nel conciliare lavoro e carico familiare, metà non ha mai pensato di rinunciare alla propria azienda e consiglierebbe ad altre donne di avviare un’impresa.
“Le founder non chiedono corsie preferenziali, ma condizioni eque per competere, crescere e generare impatto – commenta Valentina Parenti, Presidente GammaDonna – Una sfida che riguarda non solo le donne, ma la capacità del Paese di valorizzare innovazione, leadership e talento imprenditoriale.”
In questo quadro la tecnologia rappresenta un’alleata per il work-life balance. Le imprenditrici si dimostrano estremamente aperte alle soluzioni digitali e al fintech, premiando la trasparenza e la qualità dell’esperienza digitale tramite App mobile e accesso online (72%).
“Quando abbiamo lanciato Women Who Build Europe, la nostra campagna a sostegno dell’imprenditoria femminile, ci siamo accorti che i dati più recenti per delineare il mercato risalivano al periodo pre-pandemico. Oggi, grazie al quadro tracciato con GammaDonna, siamo finalmente in grado di dare risposte a nuovi bisogni, in un contesto profondamente mutato negli ultimi anni”, spiega Antonio Mazza, Country Manager Italy di wamo.
A questo link è possibile scaricare il comunicato stampa completo di tutti i dati percentuali della survey promossa da Associazione GammaDonna e wamo.
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