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Elevator Pitch: cos'è, come funziona, a cosa serve, quali sono le chiavi strategiche per presentare il proprio progetto a stakeholder, investitori o media.
Se per presentare la tua startup avessi solo il tempo di un viaggio in ascensore, cosa diresti per raccontare la tua idea e ottenere un investimento di capitali?
Elevator Pitch è il termine figurativo utilizzato per rendere l’idea di una breve presentazione efficace nel tempo di una corsa in ascensore, ovvero pochi minuti. Definito anche Elevator speech o Elevator statement, è – insomma – una presentazione di business che ha l’obiettivo di catturare l’attenzione di potenziali investitori o partner in pochi minuti.
Andare dritti al punto, coinvolgere in modo memorabile gli interlocutori, essere efficaci nel parlare in modo sintetico, preciso e focalizzato: gli elementi di un pitch sono gli stessi che qualunque startup dovrebbe fare suoi per destare l’interesse di potenziali partner, stakeholder o investitori.
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Saresti capace di riassumere la tua idea innovativa in un minuto?
Se sai spiegarla, sai realizzarla.
Nosce te ipsum. Conosci te stesso.
Potresti infatti trovarti davvero in ascensore con il tuo investor, ma più semplicemente incontrarlo in una fiera di settore, in un’occasione di business networking, in una conferenza stampa, in una presentazione casuale o – persino – in un vero e proprio colloquio.
Un po’ di cultura pop come esempio?
Da Working Girl – revelation in the elevator (Una donna in carriera, con Melanie Griffith, Harrison Ford e Sigourney Weaver):
In questa scena la protagonista ha davvero un minuto di tempo, una corsa in ascensore, per spiegare come è nata la sua idea innovativa per un grosso cliente.
E conduce questo pitch in modo molto specifico:
Senza scordare una lezione preziosa: dimostrare la sua fragilità, restare autentica e parlare con il suo tono di voce reale, senza fingere di essere più importante del suo interlocutore. Lascia a lui il compito di entusiasmarsi e DECIDERE.
Innanzitutto specifichiamo cosa NON fare: sprecare tempo parlando di sé.
Immagina: sei nella sala riunioni di un importante investitore o partner, insieme al tuo team e al team del tuo investor. State aspettando tutti l’AD: L’AD entra, saluta, si siede e ti dice: Prego, proceda pure.
Scenario uno: inizi con la tua presentazione, chi sei, cosa fai, il tuo cv, la tua esperienza.
Il cellulare dell’AD dopo 2 minuti suona, lui deve lasciare la sala, si scusa e ti dice: Continua con il mio team, che mi ragguaglierà.
Come hai speso i tuoi 2 minuti? A parlare di te e non della tua idea.
Scenario due: vai subito al punto. Le ricerche scientifiche dicono infatti che bastino 7 secondi al nostro interlocutore, per farsi una prima impressione su di noi. E ci vogliono MESI per cambiarla. Parti dal problema, presenti la tua soluzione, chiedi fondi.
Il cellulare dell’AD dopo 2 minuti suona, lui deve lasciare la sala, si scusa e ti dice: Mi piace, parla con la segreteria per fissare un colloquio formale.
Come hai speso i tuoi 2 minuti? A parlare della tua idea, perché se sei lì, gli altri sanno già chi sei.
Innanzitutto: conosci il tuo pubblico. Preparati bene sulle persone che hai di fronte, fai ricerche, cerca di capire quali sono i punti di interesse della tua audience, il linguaggio adatto. Mettiti nei loro panni e cerca di capire cosa vogliono da te e quali sono le proposte che vogliono sentire.
E poi: conosci la concorrenza. Studia i tuoi competitor, i loro punti di forza (senza negarli), i loro punti di debolezza (senza denigrarli). Studia le offerte simili, per far comprendere in modo sintetico e puntuale cosa ti differenzia dall’esistente. In poche parole: metti in evidenza la tua Unique Selling Proposition (USP).
Fai in modo che sia comprensibile in base alla tua audience. Parlerai in modo convincente a chi investe, in modo tecnico e scientifico a chi opera, in modo concreto a chi fa la valutazione commerciale. A ognuno, il suo linguaggio specifico. Questo è il modo di affrontare un pitch in modo SMART.
-> Ti senti SMART?
Solo in seconda battuta – quando avrai superato la barriera del primo breve incontro – potrai raccontare meglio la tua storia: in questa fase premurati di raccontare la tua storia includendo la presentazione del team, la preparazione di ciascuno, i premi e i riconoscimenti ricevuti…
Esponi il modello di business partendo dal vantaggio competitivo del tuo progetto, fino alle statistiche sul mercato di riferimento. Illustra le prospettive future, le strategie che intendi attuare e le proiezioni economico-finanziarie.
Riassumi tutti i dati finanziari, includendo la previsione della profittabilità del progetto in un arco temporale che va dai 3 ai 5 anni, specificando timing e ripartizione di fondi.
Chiusura efficace di un elevator pitch
Preparati a conquistare il tuo pubblico, creando l’occasione di proporre un reale invito all’azione al tuo investitore.
Infine, proponi di restare in contatto con la persona: lascia i tuoi contatti e – se riesci – fissa direttamente un successivo appuntamento.
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La tappa di Roma sarà focalizzata su come aiutarti a potenziare il racconto della tua impresa e a valorizzare al massimo la tua unique selling proposition, grazie al contributo di Angels for Women, associazione di Business Angel che investono in startup al femminile.
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